Parlerò dentro te
Andrea Tich e le Strane Canzoni
2018



Vinile nero

 

01 - dichiarato 04:40
02 - otto comandamenti 03:43
03 - sulle cose 04:42
04 - la mia pace la tua guerra 06:32
05 - i sensi 04:33
06 - psichedelicapire 05:43
07 - più vero di me 03:52
08 - parlerò dentro te 05:15
09 - dove vai senza me 05:07
10 - denti smaglianti 03:35
11 - eclisse 07:50

Andrea Tich: voci/chitarre
Claudio Panarello: batterie/percussioni/electronics
Francesco Lombardo: basso elettrico
Daniele Cavallanti: sax tenore (04-10)
Salvo Tempio: sax tenore (06-09)
Nuccio Garilli: sax soprano (06)
Agostino Macor: moog synthesizer (02)
Diego Pascal Panarello - marranzani (11)
Fabio Zuffanti: basso elettrico (06)
Giovanni Di Mauro: violino elettrico (06)
Sonia Mazziotta: voce (07-09)
Piergiorgio Pardo: voce (06)
Ruben Camillas: voce soprano (11)
Zagor Camillas: procacciatore d'intenti
Zadi Haras: percussioni (08-11)


CD digipak 13€ + 2,70spese di spedizione Italia
Vinile 18€ + 4,60€ spese di spedizione Italia


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Questo caleidoscopico album, fatto di pezzetti di vetro colorati e movimento continuo, racconta una storia: la mia storia musicale. Le canzoni che ho ascoltato mi hanno attraversato, lasciandosi filtrare ed ispirando il mio modo di scrivere e fare musica. Così è sempre stato, ma questo album nasce proprio per mettere a fuoco questo processo, naturale come quando la musica ci prende e ci porta via. A strattoni o cullandoti fino al bordo della consapevolezza.
Alcune canzoni affondano le mani nell'acqua lucida e profumata degli anni Sessanta...il tempo dei “complessi” beat e delle cover in italiano dei successi stranieri...anni sfacciati e bellissimi, sfumati nel pop/rock degli anni '70, quando le improvvisazioni strumentali ti trascinavano in viaggi e fantasie psichedeliche, senza punti di riferimento stabili, un po' a testa in giù e con i capelli lunghi spettinati.
Poi sentirai canzoni che ti accompagnano nel colorato mondo flower power, imbevuto di visioni e sogni ad occhi aperti, come in una nuvola di fumo che porta lontano, traghettandoci fino alla fine degli anni ’70, quelli della meditazione, della filosofia che viaggia su binari non più paralleli, ma divergenti. Canzoni disposte a vortice, ricche di incubazioni elettroniche, che provengono dritte dall'immaginario della teutonica schiera di fieri esploratori stellari: l'ho sentito tutto lo sperimentalismo degli anni 80 ed i suoi rivolgimento nell'electro, che fanno ballare ed io sì che ho ballato!
Zoppica sorridendo un sincopato ritmo cyborg-reggae: ricorda le ispirazioni pseudo giamaicane di altri artisti, che hanno come dragato quel tipo di essenza. Ma questo è il mio disco ed io d'un balzo torno al tempo dei cantautori, vado a raccontare storie e poesie di uomini e cose. Posso fare quello che voglio. E' il disco mio. E anche tuo.