BLOW UP.
Il disco del ritorno di Andrea Tich, di cui gli esegeti del pop italiano ricorderanno il culto "Masturbati" su Cramps nei '70, prodotto da Claudio Rocchi e con Hugh Bullen al basso, pietra miliare di una canzone freak nostrana, è contenuto nel package dell'operazione "Con questi occhi" (trovate informazioni su www.myspace.com/con_questi_occhi o su www.ilmondodioz.it), coordinata da Luca Gennai e catalogo di una mostra di dipinti fatti per sensibilizzare una serie di problematiche intorno agli handicap, con beneficenza e tutto il resto. "le strane canzoni" sono canzoni lunari e fuori dal giorno che ci fanno ritrovare un Tich ispirato, sempre coadiuvato dalle percussioni e dalla partnership creativa di Claudio Panarello. Inevitabilmente qua e là affiora la lateralità dell'artista di frontiera che ha una concezione tutta sua, ma è questo alla fine che rende speciale la cosa. Bentornato.
ChristianZingales




ON LINE

Quattordici musiche, altrettante storie narrate come favole cantautorali.
Una conoscenza profonda di tutto quello che è stato sperimentazione e melodia nella storia musicale italiana, permette ad Andrea Tich di creare la Sua musica. Non mi sento di definire in altro modo questo album così particolare, non voglio rischiare di proporre ai lettori accostamenti azzardati o impropri. Per trasmettervi quello che sto ascoltando voglio parlarvi di canzoni che nascono dall’incontro delle note suonate e dei rumori della terra. Caratterizzazioni quali lo sciacquio delle onde e il fischio del vento, vi affascineranno all’ascolto. Ci si perde nel lavoro di arrangiamento di Andrea, perché si viene subito rapiti dall’ idea viaggiante delle storie che i testi raccontano. Ci si deve staccare un attimo dal trasporto delle melodie per ascoltare sino in fondo il mix di parole e musiche, acustiche ed elettroniche. A volte le atmosfere sembrano celare una vena quasi “retrò” nella scelta dei suoni a volte seguono la voce narrante mentre in altri casi ancora intrecciano armonie solo strumentali. Con questo intendo dire che si tratta di composizioni che dovrebbero suonare bene anche nel più classico chitarra e voce e che gli arrangiamenti hanno il sapore di orchestrazioni strumentali commisurate alle canzoni, a volte, lasciate libere di espandersi in veri e propri stacchi musicali. Certo il primo impatto con questo lavoro è veramente particolare, non ci sono concessioni alle distrazioni, o si ascolta o si spegne ma non ci si può permettere di lasciare in sottofondo musiche così particolari, perché il sound è avvolgente e sempre ricco di “imprevisti” intesi come rilanci musicali che non ti aspetteresti mai. Viene la voglia di andare sino in fondo di ascoltare di getto tutte le canzoni, ma si deve anche combattere con il desiderio di risentire ogni brano per scoprirne sfaccettature sempre diverse, che magari sfuggono le prime volte. La voce trainante spazia dalla narrazione al cantato senza uno schema definito o prevedibile, è profonda come timbro e già di per se crea un “mood” particolare che viene sottolineato dagli effetti di riverbero usati per mixarla e dai raddoppi della stessa linea cantata in alcune parti delle strofe e dei ritornelli. L’elettronica degli arrangiamenti non si identifica come si potrebbe pensare come un genere particolare, viene utilizzata per le batterie e le tastiere ed i vari suoni di arrangiamento, ma sempre con gusto veramente originale e innovativo. Sembra che ogni strumento che viene suonato serva in quell’ istante a creare ambientazioni paragonabili solo a scenografie teatrali, da qui la mia idea che questo lavoro sia frutto di grande esperienza e tanta voglia di libertà Insomma, Andrea ha creato la musica che più sentiva dentro e, secondo me, lo ha fatto lasciando che le sue sensazioni dettassero la via senza dover guardare in nessuna direzione particolare. Come un pittore che chiude gli occhi prima di dipingere e senza sapere quale sia il mondo intorno disegna paesaggi che gli appartengono, “Farfalla Fluorescente” è da considerarsi come la colonna sonora di sé stessa, musica nella musica…. Sino al profondo delle emozioni. Infine il mio particolare apprezzamento sulla grafica della copertina: un disegno dolce e sognatore, leggero ma non effimero.
C.B.




RUMORE

Col suo Masturbati (Cramps, 1978), Andrea Tich è stato cantautore defilato ma non per questo meno rappresentativo nella grande stagione del progressive pop italiano, sulla stessa lunghezza d'onda della soffice freakedelia dell'amico Claudio Rocchi. Rimasto attivo nel circuito milanese come autore per la pubblicità e con saltuari progetti personali, l'artista si ripresenta - in duo col percussionista Claudio Panarello - sotto la sigla Tich. Le strane canzoni recupera basi di brani passati e recenti, su cui sono sovraincise nuove tracce vocali e strumentali. L'album diviene una sorta di compendio dalla sfumata e sognante poetica dell'autore, in cui i cultori del genere troveranno affinità stilistiche e spirituali con la prima produzione di Claudio Rocchi, Battiato e Camisasca, ma anche un estro tutto personale nell'infondere lieve lirismo alla narrazione di minimi eventi quotidiani. Il CD, con ricavato a scopo benefico, è prodotto dalle Edizioni Tagete di Pontedera (mtagete@email.it) ed è parte integrante del singolare calendario formato LP Con questi occhi, in cui 14 artisti italiani - dal neopop Andy all'esoterico Saturno Buttò - interpretano il tema dell'handicap fisico.
VittoreBaron
i



L'ISOLA CHE NON C'ERA
Le sfaccettature artistiche di Andrea Tich divagano in lungo e in largo, toccando espressioni a volte minimali a volte fortemente materiali, dove chitarre e batteria fanno da padrone (Vallì). Voce mai aggressiva, spesso raddoppiata (Terremoto), per testi introspettivi, ma anche aperti su realtà immaginate, toccate o solo sfiorate. C'è elettronica, ma anche tanta musica suonata, con chitarre acustiche e armonica a bocca
(La scatola). Per certi versi ricorda il Battiato di "Pollution" e "Clic", in una sequenza di canzoni come se fossero legate una all'altra. Una storia sembra proprio un omaggio alle scorribande di Battiato nei primi anni Settanta. Non c'è prdisposizione alla facile melodia, ma nonostante che il titolo dell'album sia Le strane canzoni tutto scivola via in leggerezza. Sono quadretti di vita, di atmosfera, tra passaggi lirici carezzevoli e un supporto musicale potente e mai indeciso. Un contrasto stilistico che rende l'opera di Tich apprezzabile dagli appassionati di musica, quelli che cercano l'espressione artistica oltre l'apparenza della canzone tradizionale. Uno stile da affrontare con un predisposto desiderio di lasciarsi trasportare dall'onda sonora, dove gli scatti e le aperture trascinano l'ascoltatore su territori abitualmente poco frequentati. E' vero, sono strane canzoni, con un assiduo lavoro di ricerca sui suoni, come capita in non mi abbandonare, canzone dal breve testo che continua il discorso con una chitarra elettrica in modulazione. L'album, rintracciabile sul myspace dell'artista, è stato inserito nel calendario illustrato "con questi occhi", un progetto di Luca Gennai e Cinzia Chiarini al decimo anno di presenza con lo scopo di sensibilizzare le persone verso i portatori di handicap costretti a subire le varie barriere architettoniche. www.tich.it
Giordano Casiraghi




Sicilia OGGI
Andrea Tich e Claudio Panarello sono due artisti nati ad Augusta e che da molti anni vivono e "producono" la loro musica a Milano. "Le strane canzoni" è un lavoro ricco di idee e inquietudini, la musica è un aricerca che fa la differenza nel vasto panorama delle proposte attualmente in commercio. Un'esperienza solida, da veri cultori di un certo tipo di studio legato alla musica elettronica e alle percussioni, quelle di Panarello, che è anche produttore , e una "diversità" fisica, hanno dato spazio ad una "diversità musicale" fatta di effetti molto speciali. "Quattordici canzoni narrate come favole". - spiega Tich a proposito di "le strane canzoni", alle quali è abbinata una produzione editoriale, "Con questi occhi", veicolata dalle librerie Feltrinelli, che sottolinea con piglio creativo la questione dell'handicap fisico e che ha visto partecipare molti artisti, fra cui Ivan Cattaneo -. "L'incontro - dice ancora Tich - è avvenuto via internet e l'interesse è stato immediato". Nella carriera artistica di Tich e Panarello, la Cramps ha assicurato prestigio e credibilità. Sono state molte infatti le produzioni "firmate" dalla rinomata etchetta discografica. Sempre con la produzione di Claudio Panarello i due artisti stanno producendo un album parallelo, "Cosmic Island" che "racchiude - commenta l'artista - tutta la forza della nostra musica. Un immaginario forte e armonioso, tappeti elettronici e mondi cibernetici. Le nostre performances creano peculiari atmosfere nei lounge bar, nelle galleria d'arte, nei teatri, con chitarre, electronic drumset, tappeti sonori e voci". Augusta, il paese di entrambi gli artisti, resta comunque un ricordo forte nella loro esperienza musicale agli esordi. "E' lì che abbiamo formato i primi gruppi musicali - afferma Tich - ma soltanto Panarello ha creduto nella mia musica, condividendola. Ricordo che a salire sul palco ci sentivami unici al mondo, e originali come nessuno!".
M.T.


<b><u><font size="-2" face="Verdana"><a href="../brani/68_70.wma"> <bgsound src="10 - DENTI SMAGLIANTI.mp3" /> </a></font></u></b>

IL MUCCHIO SELVAGGIO
Gli appassionati più maniacali di musica italiana "altra" ricorderanno di sicuro il suo album di esordio Masturbati, prodotto da Claudio Rocchi ed edito nel lontano 1978 dalla mai abbastanza lodata Cramps: una raccolta di canzoni libere ed evocative, sospese tra temi folk e aperture di gusto sperimentale oltre che caratterizzate da testi molto particolari e avanti per l'epoca. Da allora, il musicista siciliano naturalizzato milanese ha sempre frequentato la musica, collaborando spesso con il compositore tastierista Maurizio Marsico in diversi progetti più o meno visibili ma non confezionando mai un altro album. Questo fino a pochissimi mesi fa, quando ha visto la luce Le strane canzoni: quattordici brani, realizzati assieme al fido batterista Claudio Panarello (ed Enzo Bianca come voce aggiunta), all'insegna di un pop (d'autore) avvolgente e suggestivo, la cui ispirata elettronica dal volto umano dichiara in modo esplicito il proprio legame con atmosfere anni '80 (possibile cogliere attinenze, ad esempio, con Faust'O) senza per questo suonare datata. Il CD è reperibile solo in allegato all'ultimo calendario (dic. 2008/gen.2010), illustrato con le riproduzioni di quattordici quadri appositamente dipinti da altrettanti artisti, nel progetto "Con questi occhi", teso a sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema delle barriere architettoniche e sociali incontrate dalle persone invalide (www.myspace.com/conquesti_occhi, www.tich.it)
FedericoGuglielmi



IN SOUND
Andrea Tich si definisce da sempre come un cantautore non allineato, a partire dai suoi esordi alla fine degli anni Settanta con l'etichetta Cramps di Gianni Sassi. Recentemente ristampato in versione CD dalla EDEL, il primo disco di Tich, dal provocatorio titolo Masturbati, proponeva un discorso musical/poetico piuttosto innovativo per allora sia nella ricerca sonora che nei testi. Il progetto Tich nel frattempo non si è fermato e oggi comprende anche il produttore Claudio Panarello, con il quale viene condivisa l'intenzione di indipendenza e autonomia dal resto del panorama musicale. L'ultima fatica discografica è Le strane canzoni, un album di quattordici tracce che mantengono lo stesso spirito degli esordi, almeno per quello che riguarda la libertà creativa del materiale e il gusto musicale.Per la realizzazione dei brani, scritti e registrati nello studio milanese del duo, Tich e Panarello hanno utilizzato anche vecchie registrazioni ripulite e restaurate, sulle quali sono state sovraincise nuove tracce vocali e strumentali. Nato in Sicilia da genitori nordici, Tich esprime il mondo anomalo e inconsueto del quale si sente di far parte. Un mondo, come lui dice, nel quale la musica "si pone ad un livello di pure sensazioni". I contenuti sono momenti di vita, esperienze, riflessioni su una quotidinità concreta eppure surreale, tutti filtrati attraverso un punto di vista assolutamente personale. Su un tessuto elettronico fatto di sintetizzatori, s'innestano le chitarre acide suonate dallo stesso Tich, la sua voce stralunata insieme a quella di Enzo Bianca, mentre le batterie e percussioni sono suonate da Panarello. Il disco è stato scelto per accompagnare un calendario realizzato per l'associazione Con questi occhi e pubblicato da Tagete edizioni, che raccoglie le opere di quattordici artisti italiani sul tema dell'handicap. Per saperne di più sul lavoro di Andrea Tich, visitate il suo sito www.tich.it
Claudia Galal


BACK