IL GIORNO...e Milano divenne un CD
"Noi Restiamo". In una MIlano dalla quale vorrebbero andarsene tutti ci sono persone intenzionate a non cedere e a dedicare addirittura un disco alla metropoli tanto contestata. E' il caso di Maurizio Marsico e Andrea Tich che hanno registrato un CD intitolato "Milano, città nella" città". Il disco contiene 18 brani musicali, dedicati ad altrettante realtà urbane: "Targhe pari - targhe dispari"; "Stazione Centrale"; "Bolero in piazza Gramsci"; "Via Ferrante Aporti" e così via. C'è di più. Nella prefazione dell'opera gli autori sostengono che Milano "non offre solo opportunità ma anche sorprese piccole: illuminazioni che giungono all'improvviso in molti modi, magari ascoltando le voci sempre più cosmopolite di questo paesone che studia da metropoli". Voglia di andare controcorrente? Spirito di contraddizione? Snobismo? "Niente affatto - replica Marsico - il nostro disco è una dichiarazione di odio/amore per questa città con la differenza che la gente tende solo a parlare degli aspetti odiosi, omettendo - per così dire - quelli amabili". Ma cosa c'è di "amabile" in questa città? "Non certo Il Duomo o la Milano da bere", si affretta a puntualizzare Tich. Semmai - aggiunge Marsico - dettagli, momenti di vita, sensazioni. Certo è tutta una questione personale. Così come individualista è l'interpretazione che abbiamo dato di Milano nel nostro lavoro. Del resto non volevamo produrre un documento o un manifesto. Ci interessava soltanto raccontare Milano come l'abbiamo vista in certi momenti. Risultato: l'attualità più o meno problematica affiora in alcuni brani ma in maniera marginale, come in "Pinacoteca di Brera" che dura 53 secondi, per sottile polemica con la chiusura cronica della struttura o in "Targhe pari-targhe dispari", caratterizzato da un ritmo ossessivo che ben rappresenta la concitazione del traffico meneghino. In certi motivi tipo "Stazione Centrale" ci sono addirittura suoni registrati in presa diretta, per le vie della città "fotografando" col registratore. Ma - sottolinea Tich - non abbiamo mai avuto intenzione di produrre un opera impegnata socialmente. Come definire allora questo atipico lavoro? "E' un diario di viaggio, simile a quello degli esploratori ottocenteschi, con tante piccole scene raccontate e illustrate in musica - conclude Marsico. Perchè, forse, prima di cercarle lontano, dovremmo scoprire tante cose quì intorno a noi dove viviamo tutti i giorni". In una Milano che per l'appunto "suona" come città nella città.
GIANLUCA LO VETRO


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