Rock on
Andrea Tich è Dio. Un Dio fra gli uomini. Il Dio degli uomini. Il Dio umano. L’onnipotenza di Dio. L’essenza innaturale. Andrea Tich è una divinità. Andrea Tich è il padre, il figlio e lo spirito santo. Senza errori. Nessuno sbaglio. La grandezza. L’immensità. Lo spazio. Il vuoto assoluto. Dio c’è. Andrea Tich c’è. E si sente. Il Dio del ventesimo secolo. Signore, proteggici dall’alto. Non esistono altre religioni. Nessun credo. Nessuna religione. Nessuna profezia. Andrea Tich e i tre segreti di Augusta. Era il 1978, era “Masturbati”. Era l’Italia punk. Era l’Italia con le borchie. London Calling. Erano le spille. Era la rivoluzione. Era l’esordio discografico di Andrea Tich. Una serie di progetti e di collaborazioni. Poi il ritorno. Nuovamente Andrea Tich. Amorevolmente Andrea Tich. Improvvisamente, “Siamo Nati Vegetali”. Venti brani, un’ora e poco più. Produce Snowdonia Records. “Siamo Nati Vegetali”, il proseguimento di un viaggio, la storia del cantautore siculo. “Siamo Nati Vegetali”, venti scatti fotografici, venti fogli, venti canzoni, venti nuvole nel cielo schiacciano e imbiancano la terra. Tutto è soffice. Tutto è morbido. La poesia. Frank Zappa, Franco Battiato, Lucio Battisti in versione Panella. La canzone italiana in Germania. I krauti a colazione fanno male. Sono pesanti. Sono indigesti. Sono buoni. Fanno bene. Prendetene e mangiatene tutti, fate questo in memoria di Andrea Tich. “Siamo Nati Vegetali”, Snowdonia Records è sempre lì, in prima fila. Andrea Tich insegna. Andrea Tich regala. Andrea Tich canta. “Racconta una leggenda che quando le meduse sono in amore se uno dei due muore l’altra si abbandona sulla spiaggia e lascia che il sole con il suo calore la trasformi in una gemma di vetro…e nella notte dal cielo un angelo la raccoglie e ne fa un prezioso diadema. Loro cantano così”. Capolavoro.
Francesco Diodati

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