RUMORE
Esordito nel ’78 con Masturbati per la gloriosa Cramps (con canzone inneggiante a quella cosa lì), Tich è un cantautore da (micro)culto che completa un quadro con Rocchi, Battiato e Camisasca agli altri angoli. Intima poesia del quotidiano, trasposta in estatiche epifanie con tenero misticismo addolcito di stravaganza freak. Dopo lunga latitanza rotta da rare produzioni marginali, l’autore torna con un vero album che è, fin dall’autografa copertina, diretto e coerente proseguo di quel primo lp. Nel frattempo, l’universo musicale ha ruotato varie volte su se stesso e oggi Tich, se non lo tradissero gli arrangiamenti elettro-analogici un po’ Ottanta, potrebbe passare per corrispettivo nostrano del wyrd folk più eco-friendly. Comunque, un gradito soffio d’aria fresca.
Vittore Baroni

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