1978 ANDREA TICH
Durante l'anno escono tre album "one-shot" che diventano in fretta dischi da culto. L'omonimo della fiorentina BELLA BAND offre ottimo jazz-rock, pilotato dai toni spacey della iniziale Faidadiesis. Amarena di LUCIO "VIOLINO" FABBRI, violinista e polistrumentista cremonese cresciuto con Finardi, Camerini e Rocchi. Il terzo dei dischi da culto, "Masturbati" di ANDREA TICH, prodotto da Claudio Rocchi. Come "Bella Band" e "Amarena" la copertina non è apribile. Su fondo nero un pupazzo guarda una mezza luna di brillantini, sul retro una stella e un mare e nella busta interna, i testi e la foto di Tich con alle spalle Claudio Panarello. Al sax Daniele Cavallanti, alle chitarre Pino Patti e alla batteria Claudio Panarello. Le problematiche omosessuali di Tich vanno a costruire un disco pop diverso nel vero senso della parola. Fin dall'iniziale Atmosferofobia, Bullen a maglio, l'inquietante rapporto tra l'uomo e l'ambiente in un pezzo che sembra un incrocio ideale tra Juri Camisasca e Ivan Cattaneo. Indole psicotica ed esuberanza gay, queste le coordinate attraverso le quali si snoda il lavoro, da "Porta i fiori" ("porta i fiori sulla tomba di tua madre / che poi andremo al mare e insieme giocheremo") alla straniante "La Primavera nel bosco" con voci da cartone animato, passando per la didascalica (!) title-track. Un disco dove si respira tutta la cratività dei '70, che era "struttura" anche là dove c'era qualche mancanza strutturale.

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