L'ISOLA CHE NON C'ERA
Le sfaccettature artistiche di Andrea Tich divagano in lungo e in largo, toccando espressioni a volte minimali a volte fortemente materiali, dove chitarre e batteria fanno da padrone (Vallì). Voce mai aggressiva, spesso raddoppiata (Terremoto), per testi introspettivi, ma anche aperti su realtà immaginate, toccate o solo sfiorate. C'è elettronica, ma anche tanta musica suonata, con chitarre acustiche e armonica a bocca
(La scatola). Per certi versi ricorda il Battiato di "Pollution" e "Clic", in una sequenza di canzoni come se fossero legate una all'altra. Una storia sembra proprio un omaggio alle scorribande di Battiato nei primi anni Settanta. Non c'è prdisposizione alla facile melodia, ma nonostante che il titolo dell'album sia Le strane canzoni tutto scivola via in leggerezza. Sono quadretti di vita, di atmosfera, tra passaggi lirici carezzevoli e un supporto musicale potente e mai indeciso. Un contrasto stilistico che rende l'opera di Tich apprezzabile dagli appassionati di musica, quelli che cercano l'espressione artistica oltre l'apparenza della canzone tradizionale. Uno stile da affrontare con un predisposto desiderio di lasciarsi trasportare dall'onda sonora, dove gli scatti e le aperture trascinano l'ascoltatore su territori abitualmente poco frequentati. E' vero, sono strane canzoni, con un assiduo lavoro di ricerca sui suoni, come capita in non mi abbandonare, canzone dal breve testo che continua il discorso con una chitarra elettrica in modulazione. L'album, rintracciabile sul myspace dell'artista, è stato inserito nel calendario illustrato "con questi occhi", un progetto di Luca Gennai e Cinzia Chiarini al decimo anno di presenza con lo scopo di sensibilizzare le persone verso i portatori di handicap costretti a subire le varie barriere architettoniche. www.tich.it
Giordano Casiraghi




ARTICOLI & RECENSIONI