ROTTERS’ MAGAZINE Intervista
Direttamente dalla galassia Tich, un incontro con un artista fuori dagli schemi, pronto a mettersi in gioco e a stupirci con il suo doppio album (composto da 24 canzoni!) Una cometa di sangue. Dal suo Masturbati (prodotto da Claudio Rocchi) del '78 del tempo ne è passato, facciamo quattro chiacchiere per capire di cosa si è occupato in tutto questo tempo e soprattutto per conoscere meglio questo artista che si definisce "non allineato" ma che non fa mistero delle sue influenze anche progressive...

Negli anni '70, hai esordito con Masturbati prodotto da Rocchi. Hai conosciuto tutti i grandi della Cramps, mi spieghi come ci sei arrivato e se questa ha in qualche modo forgiato le tue convinzioni ad essere “fuori dal coro”?

Racconterò brevemente tutta la storia. Spedii a Michelangelo Romano, Dj di una trasmissione radiofonica dal titolo Pop off, una mia cassetta con alcune canzoni, lui gentilmente mi rispose che forse l’unica etichetta che mi avrebbe ‘ascoltato’, poteva essere la Cramps. Dopo qualche tempo organizzammo un incontro con
Gianni Sassi a Milano nella sede Cramps, ricordo che all’ingresso, su una intera parete c’era una gigantografia di una scena del film Frankenstein con Boris Karloff dove il mostro offre un fiore a una bambina. Le altre stanze erano stracolme di oggetti stranissimi, perché di fatto, Gianni era un grafico pubblicitario, sua Alfabeta, rivista di letteratura e La Gola, mensile di gastronomia, oltre ad aver pensato e
realizzato numerose copertine per artisti quali Franco Battiato. Ricordo che ascoltò il mio materiale e decise subito che si poteva fare. Era un tipo di poche parole ma deciso e pratico. Firmai il contratto e andai negli studi J. S. Bach a registrare il mio primo disco, la produzione fu affidata a Claudio Rocchi, personaggio che
ammiravo tantissimo sin dai tempi del suo disco Viaggio. Claudio è stato semplicemente fantastico, perché ha rispettato esattamente quello che erano i miei provini aggiungendo preziosi interventi di musicisti di un certo calibro. Per la copertina disegnai il mio personaggio ‘TICH’ e Gianni lo manipolò trasformando l’immagine con le caratteristiche inconfondibili della grafica Cramps di quel periodo.

Capisco, ma l’essere in scuderia Cramps ti ha influenzato nel tuo atteggiamento musicale successivo?

Non sono stato influenzato affatto da questo, Cramps era un’etichetta che dava il totale controllo della propria espressione musicale ed io sono e sarò sempre coerente al mio modo di farla.

Ci racconti cosa hai combinato dal '78 al 2008 anno in cui ha fatto uscire il tuo ultimo album Siamo nati vegetali?

Nel 2008 ho pubblicato un cd in edizione speciale dal titolo le strane canzoni, ed è stato appositamente compilato da me e Claudio Panarello, per essere inserito nel calendario catalogo illustrato con questi occhi un' idea di Cinzia Chiarini e Luca Gennai. Inoltre durante questo periodo ho pubblicato altri dischi, il mio singolo con una major dal titolo: sono Tich, un esperimento passepartout che avrebbe dovuto aprire le porte della visibilità nazionale ma che ho abbandonato per etica musicale. Milano città nella città con Maurizio Marsico, sono appunti di colonna sonora per una città parziale, in soggettiva: haiku musicali per una mappa invisibile fatta di attimi. Altre partecipazioni e collaborazioni a progetti come Mefistofunk che è la rielaborazione in chiave elettronica del Faust di Goethe; il sole visto dal cielo un’opera sul cielo che è stato visto a lungo come un meccanismo, una specie di perfetto orologio in moto perenne, perfettamente prevedibile, almeno in linea teorica. Un rispettoso omaggio a Frank Zappa e insieme a Maurizio Marsico e Raffaella Riva (Gruppo Italiano), abbiamo partecipato con Baby Snacks, brano originale che emula il periodo 1977, al cd allegato alla rivista SONORA (itinerari oltre il suono) uscito nel 1994.

E gli anni '80, come li hai vissuti?

Come ti dicevo, quello è stato il periodo delle collaborazioni e della pubblicità, ma la mia vena creativa e compositiva relativa alle mie canzoni era come le piume delle anatre rispetto l’acqua, scivolava via da mode e stili.

Sei su un giornale Prog, tu ti definisci autore di musica non allineata. Ti infastidisce essere messo in questo calderone (del prog)? Qual è il tuo rapporto odierno con la musica?

No, non mi infastidisce, perché chi mi segue sa esattamente quello che faccio e propongo, comunque non mi definirei autore di musica Prog, forse in qualche canzone potrebbero esserci riferimenti, ma è prevedibile avendo vissuto in prima persona quel periodo, ogni artista è come un grande cervello, inconsapevolmente metabolizza e inconsciamente riaffiora. La musica che ascolto e quella che mi colpisce, che mi trasmette sensazioni, può provenire dal passato, dal presente o dal contemporaneo, non ho preferenze specifiche.

Alcuni dei tuoi ispiratori li ho riconosciuti (Battiato, Kraftwerk), ma dichiari tra i tuoi ispiratori anche Zappa. Ci dici cosa hai messo Zappa nel tuo lavoro?

Di Zappa ho assorbito l’originale inconsuetudine musicale, di Battiato sicuramente l’essenza sperimentale ispirata alla Sicilia che ci accomuna, dei Kraftwerk adoro la loro elettronicità con il cuore, così come io la definisco e anche perché mia madre era tedesca di Francoforte quindi deve avermi trasmesso qualcosa. Per il resto sono influenze di percorso.

Dichiari che alcune composizioni arrivano dagli anni '70. Ma prima della cometa di sangue c’è stato Siamo nati vegetali (2008)… ci parli di quel disco? Non hai messo anche lì composizione di quel periodo?

Il mio archivio musicale non si interrompe mai, non decido di scrivere canzoni perché devo pubblicare un nuovo disco, la composizione e ininterrotta con periodi di stasi ed altri emorragicamente prolifici. A volte attingo da idee, spunti o addirittura canzoni intere che possono essere state scritte anche venti anni prima, una volta che le riprendo è come se le avessi composte oggi. siamo nati vegetali è la conseguenza logica di masturbati, si tratta sempre di canzoni eteree ed ispirate è un disco che rappresenta l'altra faccia del cantautorato italiano. Il disco contiene un booklet di illustrazioni dell'altro TICH disegnate da me.

Ora con santa pazienza ci parli di questo disco meraviglioso che hai fatto Una cometa di sangue… com’è nato? Il disco è talmente curato che può sembrare, ma sono sicuro che il termine ti farà arrabbiare, patinato. E’ così… hai voluto essere un po’ ruffiano?

Oramai è troppo tempo che curo personalmente le mie registrazioni e quindi mi sono auto qualificato: personal music designer. E’ vero, curo molto i suoni delle mie canzoni perché voglio dare la giusta prospettiva in modo che chi ascolta, abbia l’esatta visione di quello che voglio trasmettere. Una cometa di sangue, è un concept album, ma non nel senso della parola, ma nella stesura delle canzoni, i raccordi che ho strategicamente inserito, sono ritagli della mia vita, come ho scritto infatti, amo collezionare registrando; situazioni, parole, discorsi, rumori e qualunque cosa mi sia di ispirazione, ne ho migliaia e in questo caso specifico alcune le ho usate come fossero frasi musicali. Amo molto questo disco, e sorprendentemente, anche altri la pensano come me, infatti il riscontro giornalistico (compreso il tuo), e anche umano è stato e sta dandomi grandi soddisfazioni, addirittura è stato classificato da un prestigioso nome del giornalismo musicale, come uno dei più bei dischi del 2014… incredibile!

Ci parli di qualche canzone a cui tieni particolarmente?

E’ come chiedere ad un padre quale dei ventiquattro figli preferisce… tutti in egual misura, ma se potessi uscire fuori da me stesso parlerei di Sono solo i tuoi occhi: un amore cantato con la stessa passione che, generato dal vero sentimento, è in egual misura dolce e superbo, come un futuristico menestrello che canta una serenata accompagnandosi con il suo strumento virtuale.
Canzone per Enzo: dedicata ad un grande amico/musicista che negli anni, mi ha accompagnato in questo difficile percorso costellato di grandi delusioni e troppo poche soddisfazioni, ma sempre al mio fianco a cantare “le strane canzoni” … il destino lo ha portato viatroppo presto.
Se un giorno vedrai: la consapevolezza di quello che siamo, la coscienza di sapere che qualcuno o qualcosa ha disegnato il proprio destino e niente o nessuno riuscirà a cambiare. Forse questa cognizione siamo noi stessi.
Chiodi fissi: nebbia metropolitana, la solitudine ti porta a rimuginare pensieri che danzano nella tua testa fissandosi come chiodi difficili da strappare… forse il sole risolverà? Ma il sole dov’è.
Puoi cantare: la bizzarra fantasia dei sogni che ti portano a pensare che passate vite remote ci hanno visto protagonisti, come personaggi di cartoni animati che possono realizzare ciò che la realtà non permette… un sogno.
Il posto…(dov’è andato Claudio Rocchi?) :ho conosciuto Claudio e ho immaginato in musica il suo percorso. Tra il mistico e il fantastico, tra le tante ideologie, esperienze, canzoni e sogni, gli alberi e le piante di quel “posto”, si inchinano alla sua grandezza.

In Biodiversi c’ho letto una costatazione: passato l’amore, alla fine riconosciamo che siamo biodiversi… e forse incompatibili… è quello che volevi dire?

Ogni interpretazione è ben’accolta, nello specifico è ribadire l’idea che nulla è diverso da tutto quello che è uguale, il concetto è ricoperto da una semplice storia che parla di sentimenti.

Ne la Leggenda della voce solitaria… Mi ha colpito il frammento finale. Una donna piange, mentre un’altra persona parla in maniera pragmatica senza che se ne capisce il senso. Sembra quasi la dichiarazione della mancanza di empatia tra due persone. Mi spieghi questa canzone per bene?

E’ una storia di fantasmi con protagonista una voce solitaria che abita nei sogni di chi inconsapevolmente la richiama ogni qual volta la musica non ha un’identità ben definita, rimanendo suo prigioniero sempre alla ricerca dell’ispirazione. Nella parte finale volevo enfatizzare la sofferenza dell’insoddisfazione.

Tu hai collaborato con altri musicisti per la realizzazione dell'album, questi ti hanno influenzato in qualche modo?

No, anzi devo dire che tendo a fare entrare nel mio mondo gli altri, in modo che la loro espressione strumentale sia filtrata.
Come li hai incontrati? Quanto è importante avere alle spalle un gruppo nella realizzazione di un progetto complesso come un doppio?

E’ molto importante confrontarsi, spesso invio le canzoni prima che siano pubblicate ad alcuni amici fidati per avere una loro impressione. Alcuni musicisti mi seguono da anni per esempio, Claudio Panarello ottimo batterista, mi ha accompagnato fin dai tempi in cui abitavo ad Augusta (paese dove sono nato), e anche nell’avventura Cramps a Milano, posso dire di avere un vero amico. Francesco Lombardo ottimo bassista sangue del mio sangue, infatti si tratta di mio nipote. Insomma la complessità del mio lavoro consiste anche nell’avere il totale controllo della situazione e una visione globale di quello che desidero venga recepito a chi ascolterà la mia musica, perché è vero che ogni artista tende a produrre qualcosa che piace prima di tutto a se stesso, ma è anche vero che al mondo siamo tanti e tra i tanti, ci sono quelli che ci si identificano ed è proprio a quelle persone che la mia musica è diretta.

Presenti live la tua musica?

Spero fortemente di fare concerti, attualmente sto preparando il mio live multimediale da solo con chitarra acustica, voce, tessuti sonori e video, sarà l’occasione per entrare nel mio mondo poetico/musicale privato, dove la musica è fatta di sensazioni pure, sonorità eteree e flashback psichedelici, e porterò il pubblico in un mondo diverso costellato di strane canzoni.

Trovi asfittico la difficoltà di non riprodurre live la tua musica? O pensi che la giusta dimensione della tua proposta musicale sia il lavoro in studio?

Sono riuscito a trovare una mediazione tra la mia musica su disco e quella dal vivo, infatti come ti dicevo prima, sono riuscito a coniugare immagini e suono in modo che tutto sia fluido e coerente, ma non è detto che in un prossimo futuro io possa presentarmi con una formazione completa, tutto è possibile ed è questo il bello della vita del musicista, una continua evoluzione.

Ho notato che lavori molto con le immagini, producendo dei bei video delle tue canzoni (che possono essere visti su youtube, basta cercare, o seguendo la tua pagina fb). Quanto le immagini (quelle vere) sono importanti per te? E come “lavori” con esse al fine di accompagnare la tua musica? Insomma anche loro le “componi” come per uno spartito musicale? (almeno a me così sembra).

Esatto, le compongo come musica nella musica, utilizzo molte immagini che giro nel corso di viaggi o particolari occasioni, sempre pensando di poterle utilizzarle per qualche video, non amo molto apparire fisicamente nei miei videoclip tranne questo ultimo che si intitola parallasse secondo me. In questo caso la mia immagine appare filtrata ed eterea proprio come il testo della canzone.

Come sta andando, a livello di vendita, il cd? Ne sei soddisfatto?

Non lo so ancora, aspettiamo il nuovo anno per tirare le somme, personalmente so che un discreto quantitativo è stato già venduto, ma si sta parlando di un prodotto non potenzialmente commerciale e questo risultato già mi soddisfa.

Per il futuro? Hai qualche idea di cosa fare nel prossimo futuro? (tour, date, prossimo disco ecc.)

Sicuramente suonare dal vivo e a questo proposito faccio un appello a chiunque abbia voglia, (booking, locali, ambienti d’arte, spazi dove è possibile fare musica ecc.) di contattarmi di farlo senza problemi perché sono sicuro che ci sarà un’ottima intesa. Per quanto riguarda il prossimo disco forse è ancora un pochino prematuro ma come penso tutti gli artisti, ho già qualche idea.
Silvio Leccia

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