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Andrea Tich torna con un album spiazzante e completamente fuori dai tempi …. ed è questo il bello di questo lavoro: il doppio visionario Una cometa di sangue  affascina proprio perché mette in luce l’ecletticità e il potere camaleontico di un artista che riesce a fondere generi diversi spaziando dal beat-psichedelico degli Hollies al free rock Zappiano, dalla dark-wave dei Joy Division, al naif-acustico degli XTC con un’occhiata al country rock dei Creedence Clearwater Revival per passare poi a riferimenti al primo Battiato.
C’è tanto di suo però in queste 24 tracce: l’estro, la capacità creativa, la genialità anche un po’retrò di Andrea Tich, tutto appare quasi irrazionale e fuori di testa in questo album.
Arrangiamenti che attingono a piene mani dagli anni’80, sonorità intrise di synth ed elettronica, testi immediati: queste le caratteristiche portanti di “Una cometa di sangue”.
Qualcuno potrebbe obiettare sulla eccessiva lunghezza di questo doppio disco: 24 brani sembrano forse troppi, noi invece applaudiamo l’universo musicale di Andrea Tich, un calderone racchiuso tutto in una frase che ci piace estrapolare dalle note interne del disco stesso: “ ….e tutto è lì pronto ad emozionarmi. Forse quello che si emoziona sono proprio io, padre di quei suoni e melodie messe lì ad aspettare che tutto si completi, generando la strana canzone non meglio allineata, ma cha io amo … da  sempre”.
Già,  una canzone non allineata: questa è una definizione che calza a pennello per ogni singola traccia presente, perché tutto sembra essere non in linea con i tempi musicali che stiamo vivendo e con il mercato di oggi.
Impossibile trovare momenti di stanca in un lavoro che può quasi essere definito un “elettro-concept” proprio per la sua compattezza, come è altrettanto impossibile segnalare brani che si segnalino rispetto ad altri per bellezza. L’ascolto scorre come un lungo viaggio in territori musicali già ampiamente esplorati, ma qui sembra veramente di fare un excursus in un periodo che per la musica italiana e mondiale è stato forse irripetibile, quella decade troppo spesso sottovalutata che sono gli anni’80.
Esplicative in questo senso sono L’aria che ti attraversa e   Parallasse secondo me, ma ci piace citare anche la ricercatezza ed eleganza di Canzone per Enzo e l’esplorazione di Voglia di cambiare, brani presenti nel primo cd.
Passando al secondo, la title track è eterea, Chiodi fissi quasi invece si discosta da tutto il resto per la spinta sperimentazione
Star con te è un autentico anthem 80’s, Ma perché incontrarti vive di echi alla Garbo.
La strumentale Il posto … (dov’è andato Caludio Rocchi?), dedicata dunque al suo primo produttore,  chiude magistralmente Una Cometa Di Sangue avvolgendo l’ascoltatore in un ennesimo vortice di suoni glaciali e fascinosi.
P
iero Vittoria

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