MUSICA STRANA
L'altra sera, dopo una giornata milanese trascorsa incontrando vecchi amici e facendo un po' di turismo, tornavo a casa nella notte mentre in macchina scorrevano le note del nuovo album di Andrea Tich, “Una cometa di sangue”. In realtà già da qualche settimana avevo avuto occasione di apprezzare il disco ma l'ennesimo riascolto nella notte mi ha spalancato ulteriori sensazioni e mi ha fatto capire quanto quest'opera d'arte sia preziosa e importante.
Andrea, con il quale avevo avuto occasione di fare due chiacchiere nel pomeriggio, mi aveva detto “è il mio 'White album'”. Ed è vero! Un'opera che di primo acchito potremo definire ciclopica, la bellezza di ventiquattro tracce sparse in due cd per quasi due ore di musica. Ma mai, che io ricordi, l'ascolto di un doppio album è stato così leggero e scorrevole alle mie orecchie. Leggero ma profondo perché ogni tassello di questa epopea è a suo modo un piccolo universo dalle mille sfaccettature in cui è meraviglioso perdersi. “Una cometa di sangue” è un susseguirsi di pezzi di vita di una bellezza commovente, un caleidoscopio che cattura e incatena l'ascoltatore grazie a un songwriting decisamente al di sopra della media, un gusto melodico mai banale, discrete pennellate strumentali (da segnalare il moog che spesso e volentieri arriva a proghizzare il tutto), un pizzico di svagata psichedelia, molto pop dal gusto vintage (ma al tempo stesso modernissimo) e una voce sempre carezzevole che narra di un soffice mondo di cose importanti, comunicate con garbo e anche un po' di ironia. Se dovessi cercare i due momenti più alti direi “Canzone per Enzo” e “Strade di città (che non conosco)” ma alla fine credo non sia giusto estrapolare canzoni qua e la, è tutto il disco che va preso come un unicum e va gustato perdendosi tra le sue avvinghianti spire sonore. Per i fans dei “ma chi ricorda?” potremo cercare accostamenti, con Battiato, Rocchi, persino con l'insospettabile Morgan (quando questi ancora era dotato di lucidità), ma non renderebbero giustizia a un lavoro che è 100% Tich e che proviene da un mondo colorato che attende solo voi per popolarsi.
Per me disco del 2014 nonché una della massime uscite italiane degli ultimi anni.
FABIO ZUFFANTI

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