Quarant’anni di carriera sono un traguardo di tutto rispetto, giusto farne un bilancio. Partito nel 1977 alla volta di Milano dall’amata terra siciliana che gli dava i natali in quel di Augusta (SR), figlio di un padre metà istriano e metà ungherese e una madre tedesca, Andrea Tich pubblicava il suo primo LP l’anno seguente grazie alla Cramps, già casa di vari “non allineati” del calibro di Area, Alberto Camerini, Eugenio Finardi, Claudio Rocchi. Proprio a quest’ultimo verrà affidata la produzione di “Masturbati”, titolo che sarebbe coraggioso ancora oggi, figuriamoci all’epoca. Dopo varie peripezie e tentativi di rilancio, ma rimanendo sempre nel settore (collaborazioni con Maurizio Marsico, produzioni, colonne sonore, spot e jingle pubblicitari), dal 2008 si apre una nuova fase, culminata con l’uscita di due dischi targati Snowdonia (“Siamo Nati Vegetali”, 2010, e il doppio “Una Cometa Di Sangue”, 2014, che  vedeva per la prima volta affiancarsi all’intestazione Le Strane Canzoni) e oggi giunta a questo nuovo capitolo. Le atmosfere sonore che fanno da sfondo alle canzoni sono una summa delle esperienze precedenti, una sorta di caleidoscopico viaggio all’interno della vita sonora dell’artista, nel quale si manifestano le influenze assorbite in decenni di ascolti, collaborazioni, partecipazioni e le intuizioni che ne sono derivate. Prodotto da Claudio Panarello, batterista e storico collaboratore di Andrea, e forte di un parterre di musicisti rimarchevole, il disco si muove agilmente tra i vari stili fino a raggiungere una felice sintesi che rende appagante l’ascolto. Un viaggio che lascia una traccia, raccontato da testi mai banali, inaugurato da una ballata di stampo indie (Dichiarato) e concluso da Eclisse (suddivisa in tre movimenti e ricca di suggestioni mediterranee immerse in un ambiente elettronico), dopo aver incrociato brani più vicini all’estetica prog (La Mia Pace La Tua Guerra, chitarristica e marziale, Psichedelicapire, nella quale paiono confluire tutti i generi lambiti nei diversi episodi), tentazioni pop (la danzereccia Otto Comandamenti, la psichedelica I Sensi, la title track), meditazioni struggenti (Sulle Cose, Dove Vai Senza Me). Confezionato in una splendida copertina, opera dello stesso Tich, “Parlerò Dentro Te” è un disco affascinante, realizzato da un artista capace di trascendere i concetti di classico e moderno per convogliarli nelle sue canzoni “non allineate”. 

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