Augusta, uomini e cose a cura di Giorgio Casole è un opera d'ampio respiro, redatta con sufficiente rigore e sostenuta da una buona raccolta di dati, che mette soprattutto in luce i connotati che denotano la nostra realtà ambientale e culturale. L'opera è stata pubblicata nel 1974

A parte sono da considerare i disegni di Andrea Tich, che ha saputo creare, attraverso le sue decine di cartelle, un tipo umano che sembra irreale, tanto è "umano" e "naturale" il suo rapporto con la realtà e il mondo: un omino solo e malinconico, estremamente simpatico, che vive in perfetta osmosi con la natura (chimicamente intesa), in un mondo immerso in un silenzio rarefatto che sfiora il metafisico. Quasi sempre le situazioni paradossali e inquietanti, si dissolvono nella immaginazione più pura, toccando, di frequente, i vertici della fantasia più alta, sino a sfumare nella poesia.
Il disegno, che appare difficile ad una prima lettura, affidato com'è ad una fruizione esclusivamente "visiva" e perchè di rottura (in questo troviamo il tratto di unione con la produzione musicale dello stesso Tich), non risulta immediato (e ciò spesso nuoce): richiede attenzione e l'uscita dagli schemi mentali che vincolano la nostra percezione e la condizionano.

Dall'esame dei disegni si riceve l'impressione di assistere al tentativo di recupero di capacità nuove, o quantomeno insolite, per noi dell'era del computer, ma vecchie quanto l'animale uomo per chi sa accostarsi con ingenuità anche a situazioni e dati divenuti ormai "banali" e logori luoghi comuni. Godiamo, attraverso i disegni (in cui ritroviamo alcuni problemi esistenziali dell'uomo di oggi), della liberazione della nostra immaginazione, intralciata da convenzioni, usi e pigrizie, una liberazione, quindi, di noi stessi che passa attraverso un uso dell'intelligenza nienteaffatto "occindentale", ma omnilaterale e intuitiva.
Con una tecnica semplicissima (usa inchiostro di china nero) Tich è riuscito a raggiungere uno stile personalissimo, che si distingue immediatamente. A nostro parere l'opera di Tich rimane, per freschezza e capacità creativa, l'esempio migliore, forse, e la produzione più originale di "poesia" che la nostra città finora conosca.


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