Cramps Record era "l'etichetta" di musica progressiva e d'avanguardia; fu fondata nel 1973 da Gianni Sassi che era un grande art director, grafico e talent scout discografico, che io ho sempre annoverato fra i miei mentori. Aveva come complice un'altra figura fondante nella mia crescita e della musica italiana, Franco Mamone: forse il più eclettico manager italiano dello show bisness di allora.
Si può dire che la Cramps nasca con il disco degli Area-International POPular Group per me più significativo, Arbeit Macht Frei che conteneva, fra le altre, due canzoni mito: Luglio, agosto, settembre (nero) e L'abbattimento dello Zeppelin. I testi erano di Frankestein, che altri non era se non Sasi sotto pseudonimo. Si comprende così la scelta dell'immagine logo dell'etichetta discografica.
La Cramps era il fiume: con una sponda fatta da Sassi e la sua genialità di art director e l'altra dagli artisti che di volta in volta lui chiamava a collaborare e di cui produceva i dischi: Perchè allora si chiamavano così, i dischi... In mezzo scorreva potente la musica, la dialettica, la fratellanza, un'idea di società nuova, di impegno civile, di divertimento e di mode culturali. E da quella strana scrivania foresta, dove nasceva ogni tipo di carta possibile, buttata, dimenticata, impilata, bozze, disegni, foto, fatture, menabò, appunti, con sopra un enorme lampadario-pallone di carta, dove lui stava ore ed ore, sempre col cappello nero in testa, sono passati tutti.
Cramps oggi vuol dire moltissimo. Certamente sul piano musicale, perchè trovo attualissima la sua esperienza artistica, ma molto di più su quello concettuale, delle idee, dei principi che muovono il mondo.

Milano Novembre 2013

Mario Giusti